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Una Notte da Leoni 3 la recensione

Una Notte da Leoni 3 la recensione

Una Notte da Leoni 3 la recensione

Rieccoci qui a parlarvi di Una Notte da Leoni  3  la recensione dell’ultimo capitolo della trilogia “The Hangover” che ha visto il maggior incasso di tutti i tempi nel genere commedia, anche se definirla commedia è abbastanza riduttivo.

Il regista Todd Phillips e il  co-sceneggiatore Craig Mazin hanno posto una sfida insolita verso se stessi  cercando di creare qualcosa di audace e nuovo allo stesso tempo rimanendo fedele alla trilogia e avvolgendo il tutto in modo soddisfacente. Ci riusciranno in qualche modo, semplicemente cercando di essere di nuovo creativi.

Questa volta, Galifianakis/Alan  l’insopportabile e inappropriato uomo-bambino  è andato completamente fuori di testa è arrivato ad un bivio nella sua vita: dopo lo morte del vecchio padre (Jeffrey Tambor), smette di prendere le sue medicine ed è fuori controllo. La sua famiglia e gli amici e compagni membri del “Wolfpack” composto da Phil (Bradley Cooper), Stu (Ed Helms) e Doug (Justin Bartha) decidono di intervenire e si offrono di accompagnarlo a un centro di trattamento psichiatrico in Arizona. E così i quattro si avventurano in un altro viaggio, ancora una volta, assumendo i loro ruoli familiari: l’arrogante insegnante di inglese Phil è il leader de facto, Stu è il dentista cauto e nevrotico e Doug è la voce blanda e stabile della ragione.

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In teoria, questo dovrebbe essere un trekking abbastanza innocuo attraverso il deserto. Ma questo è un capitolo dei film “Una notte da leoni“. Così, naturalmente e ovviamente , i quattro vengono portati fuori strada da teppisti mascherati che lavorano per la criminalità con a capo Marshall (John Goodman, che migliora il tutto semplicemente presentandosi). Risultato, alcune delle loro azioni durante la scorribanda a Las Vegas quattro anni fa, erano legate alla malavita, quella dell’effeminato  gangster Leslie Chow (Jeong) e   l’amicizia dei quattro con lui sarà il motivo scatenante per cui finiranno nei guai. Chow, come vedremo nel prologo, è sfuggito da un carcere di Bangkok, scatenando una rissa epica.  Ora, essi se vogliono salvarsi devono ritrovare Chow. E, naturalmente, c’è una scadenza, dove Doug viene rapito dal personaggio di Goodman e ciò costringe  il gruppo a rintracciare Mr. Chow (Ken Jeong), che pare gli abbia rubato 21 milioni dollari (nel primo capitolo). Il loro compito li porta a Tijuana e le dolci colline del nord del Messico fino a quando, inevitabilmente, devono finire di nuovo a Las Vegas. In linea con il tono della parte terza, questa rappresentazione della città non è scintillante e piena di promesse, ma piuttosto squallida e cupa.Una notte da leoni 3, la recensione

Las Vegas, tuttavia, serve come location per alcuni rari momenti di emozione sincera. Uno arriva per  gentile concessione da Melissa McCarthy, l’anima gemella di Alan. I ragazzi reincontreranno anche Jade la prima moglie, ex-spogliarellista di Stu (Heather Graham), e scopriranno che lei sta vivendo una vita  felice con suo figlio, che ora ha 4 anni. L’attore bambino che lo interpreta, Grant Holmquist, è stato uno dei numerosi bambini utilizzati nell’ originale “Una Notte da Leoni” nei panni del bambino Carlos .

Questa volta il personaggio di Jeong,  Chow è molto più di uno sciocco, cocainomane e bisessuale.. E ‘chiaramente un sociopatico, ed ormai è entrato di diritto nel clan dei protagonisti del film. Se nel primo episodio era uno degli antagonisti, a cui i ragazzi dovevano dei soldi che avevano rubato in stato di incoscienza, ora si unisce alla baldoria e ai conseguenti casini,  e l’associazione del gruppo con lui è molto più di un semplice intoppo.

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Tirando le somme come si fa alla fine di tutte le saghe, è d’ obbligo uno sguardo globale, Una Notte da Leoni aveva stupito tutti con la sua comicità demenziale applicata ad una logica da giallo. Cosa è successo ad esempio ai tre durante la notte per ritrovarsi al loro risveglio con una tigre nel bagno?  Partiva cosi una esilarante ricostruzione che si concludeva con la chicca dei titoli di coda un meccanismo fresco e creativo che è stato riproposto anche nel tiepido secondo capitolo, ma non nel terzo.
Il regista Phillips in questo nuovo capitolo non inserisce matrimoni e si sposta sull’action a tinte noir, sempre demenziali ma non solo. E’ sul  personaggio di Alan che è  concentrata tutta l’attenzione, questo è il suo film, sarà lui il vero leone tra i leoni. Sono diversi i momenti che faranno torcere le budella agli animalisti e varie le citazioni prese dai Beatles a Ritorno al Futuro. Una Notte da Leoni 3 chiude il bilancio in negativo, il tentativo di cambiare e far maturare il film spingendolo di più sui sentimenti di amicizia dei quattro può essere anche apprezzabile, ma manca nell’insieme quella carica esplosiva di divertimento vista nel primo capitolo, è solo il personaggio di Alan che ci fa ridere con battute e gag e solo in episodi isolati, poco per un film che era vessillo della comicità demenziale.

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