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Criminal Minds: intervista esclusiva con Joe Mantegna

Criminal Minds: intervista esclusiva con Joe Mantegna

Criminal Minds: intervista esclusiva con Joe Mantegna

Criminal Minds: questa sera in onda su FOX l’imperdibile episodio finale della stagione 8. Ne parliamo con uno dei protagonisti, Joe Mantegna.

 

Criminal Minds è una di quelle serie che non hanno bisogno di introduzione. Anche perché, essendo stata rinnovata per una nona stagione, un motivo ci sarà.

Tra le ragioni del successo di Criminal Minds, che racconta il lavoro di una squadra di psicocriminologi dell’Unità di Analisi Comportamentale (BAU) per capire e scovare i più spietati serial killer d’America, c’è innanzitutto un grosso lavoro di sceneggiatura, oltre ad un cast affiatatissimo. Insieme a Joe Mantegna troviamo anche Shemar Moore, Thomas Gibson, Matthew Gray Gubler e Paget Brewster.

Criminal Minds

Criminal Minds

Noi abbiamo incontrato uno dei protagonisti di Criminal Minds: Joe Mantegna, alias David Rossi, che ci parla del suo rapporto con l’Italia, del finale di stagione in onda questa sera su FoxCrime e del lavoro di squadra, nella vita e sul set.

Anche lei ha origini italiane, proprio come il suo personaggio.

 

Non parlo un buon italiano, è molto confuso. Ne ho studiato un po’ a scuola, i miei genitori lo parlavano un po’. Mio padre era siciliano e mia madre barese. C’erano un sacco di dialetti in casa, perciò il mio italiano è un miscuglio di tutti questi.  Parte della mia famiglia vive in Puglia, ad Acquaviva delle Fonti, dove mio cugino Nicola ha anche un agriturismo.

 

Ha dato qualche suggerimento riguardo il suo personaggio quando è entrato a far parte del cast di Criminal Minds?

 

Certo. Ho fatto in modo che il mio personaggio avesse origini italiane. Quando sono entrato nello show mi hanno chiesto chi volevo che fosse il mio personaggio e io ho detto che il mio primo desiderio era che fosse un italo americano. Perché così è vicino a chi sono io. Quando fai un film interpreti un personaggio per due, tre ore e puoi essere chiunque. Ma quando fai un personaggio per molti anni come nel caso di Criminal Minds, che anzi spero vada ancora avanti a lungo, vuoi poter mettere nella storia aspetti della tua vita. Perciò, facendo di David Rossi un italo americano, posso mostrare le mie capacità nel cucinare italiano o la passione per il calcio. È stato bello per quel motivo, non devo fingere di essere qualcun altro. C’è molto di Joe Mantegna in David Rossi.

Criminal Minds

Joe Mantegna in Criminal Minds

 

Questa sera in Italia andrà in onda l’episodio finale della stagione 8 di Criminal Minds. Cosa devono aspettarsi gli spettatori?

 

Se gli spettatori hanno seguito la stagione 8 di Criminal Minds allora si saranno accorti che c’è stato un nemico in particolare, il Replicatore, nel corso della stagione. Nell’ultimo episodio si arriverà a una conclusione, mettiamola così. Sconfiggeremo quel pericolo e sarà molto eccitante e interessante. Ecco anche perché dura due ore. Ci saranno anche degli elementi scioccanti, ma va bene, penso che alla gente piacerà. Ci sarà qualche tragedia, ma nulla che ci impedirà di continuare con una stagione 9. Penso che i nostri fan lo capiranno e lo apprezzeranno.

 

Criminal Minds è un successo mondiale ed è appena stato rinnovato per una nona stagione. Quali sono le ragioni del successo della serie secondo lei?

 

Penso che Criminal Minds rifletta la realtà, ossia che non ha paura di mostrare che le cose brutte succedono anche alla brava gente.  Ecco perché a volte la gente dice che il nostro show è molto forte e difficile da guardare, ma noi lo facciamo solo perché è questo che la gente che fa questo lavoro deve vedere ogni giorno. Non mostriamo troppo. Non lo facciamo per sfruttare la violenza. Mostriamo semplicemente quello che è. A volte è terribile da guardare e cose orribili accadono ai personaggi che ti piacciono, ma è parte della vita. Penso stia in questo parte del fascino dello show.

Joe Mantegna - Criminal Minds

Joe Mantegna – Criminal Minds

 

Alla base di Criminal Minds c’è il concetto di squadra. Quanto conta per lei sentirsi parte di una squadra?

 

Io ho un background teatrale. Ho lavorato per molti anni, almeno cinque, in una compagnia teatrale di Chicago. Non c’è nulla di meglio che lavorare con un gruppo di attori di cui ti fidi. Come nello sport, in una squadra di calcio: se vuoi giocare la Coppa del mondo devi avere una squadra che si conosce bene e gioca molto bene. Perciò devi mettere insieme la miglior squadra nazionale possibile per la Coppa del mondo. Lo stesso accade in tv: se hai una squadra che ha lavorato bene insieme per molti anni penso che non possa far altro che migliorare. Mi piace lavorare in quel tipo di ambiente.

 

Non perdetevi, questa sera su FoxCrime, il finale di stagione della stagione 8 di Criminal Minds.

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