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I soliti idioti volano verso la Grande Mela

I soliti idioti volano verso la Grande Mela

” ‘C4770’ è la parola più usata in Italia da tutte le generazioni e da tutti gli strati sociali ” si giustifica Pietro Valsecchi, produttore de ‘I 2 soliti idioti’, sequel del campione di incassi della scorsa stagione, in apertura di conferenza stampa.
Diretti ancora una volta da Enrico Lando, che lavora con loro sin dagli inizi (il pilota, datato 2008, si intitolava ‘La terra dei cachi’, quasi sicuramente in riferimento alla canzone di Elio e le Storie Tese, di cui Mandelli è fan), i due comici Fabrizio Biggio e Francesco Mandelli tornano ai personaggi che li hanno resi celebri, stavolta cercando di raccontare una trama più lineare e adatta al grande schermo, tutta incentrata sulle disavventure di Ruggero De Ceglie e del figlio Gianluca, l’uno disonesto all’inverosimile, l’altro vittima tanto naïf da risultare stupida. Nel corso dei 90 minuti di film i due scappano da una coppia di criminali russi, finiscono più volte al centro di una sparatoria, si azzuffano, litigano e ne combinano di tutti i colori, aiutati nelle gag da attori come Miriam Giovanelli (il recente Dracula 3D di Dario Argento), Gianmarco Tognazzi e Teo Teocoli.
Per cercare di dare un tono ad un film che fatica a tenere alta l’attenzione di un pubblico al di sopra dei 12 anni, il produttore arriva a tirare in ballo i giullari del Medioevo, ‘che mettevano a nudo il Re così come i nostri soliti idioti mettono a nudo le nostre meschinità, e colpendo quelle figure che noi stessi mettiamo sempre in discussione: i genitori, i preti, i furbi’.
Ma siamo sicuri che sia questo il modo migliore per sollevare dei dubbi sui difetti di un’Italia provinciale che spesso mette a disagio i suoi abitanti?
Il discorso sulla volgarità è roba vecchia, ormai, e i protagonisti – nonché autori insieme a Martino Ferro – del film, forti dei 12 milioni di incasso del primo capitolo, si preparano ad invadere le sale dal 20 Dicembre con 500 copie senza battere ciglio davanti alle critiche dei giornalisti.

I 2 soliti idioti

Mandelli e Biggio alla presentazione del loro nuovo film


” Quello che è volgare non è la parolaccia in sé – spiega Mandelli, che interpreta forse il personaggio più rappresentativo della serie, quello di Ruggiero, ultrasettantenne talmente attaccato ai soldi da desiderare la morte del figlio pur di incassare l’assicurazione sulla vita -. Ruggero è un pupazzo, un’estrema esagerazione di un certo tipo di volgarità che è diffusa nella nostra società. Ma la volgarità non è nel ‘D41 C4770!’ che ripete continuamente; essa sta nel fatto che lui cerca sempre delle scorciatoie. Ecco, quello è volgare secondo noi. La parolaccia è il simbolo e noi risultiamo volgari perché mettiamo in scena delle cose di volgarità quotidiana “.
Un linguaggio che è entrato a far parte del modo di parlare della gente, dai ragazzini ai genitori, racconta uno stupito Fabrizio Biggio.
” Quando sentiamo gli altri parlare come i nostri personaggi ci ricordiamo di quando eravamo sul set e abbiamo scritto quella battuta. Ci fa piacere che il nostro non sia un tormentone vuoto, bensì un tormentone che racconta un mondo e, quindi, riesce ad attecchire “.
Il film, che esce per le feste di Natale, non ha nulla di natalizio, tranne pochi elementi (la neve che cade all’inizio e Ruggero vestito da Babbo Natale), ma darà del filo da torcere agli altri film concorrenti al botteghino. Il segreto del successo?
” Perché continuiamo a divertirci. In tv e al cinema esiste il politicamente corretto, ma penso che in realtà esso sia solo un modo per limitare la libertà d’espressione. Noi quella libertà l’abbiamo conosciuta, ai tempi di MTV. Con Valsecchi abbiamo capito che potevamo continuare ad essere liberi. È tutto qui il segreto: ci crediamo e cerchiamo di dare un senso a quello che facciamo “.
I 2 soliti idioti

Biggio e Mandelli con la locandina del film I 2 soliti idioti


Chissà se l’idea del produttore di girare un terzo capitolo ambientato a New York andrà in porto.  ” Ma non si tratterebbe di un cinepanettone per il 2013. Vorrei fare un film a New York, in inglese, con due soliti idioti italo-americani, quindi l’idea sarebbe quella di universalizzarli. Il problema non è portarli a Cortina o a Istanbul. Il nostro è proprio un altro tipo di film ” spiega, mentre Biggio aggiunge: ” In America racconteremo dei tormentoni diversi, visto che andremo lì per fare satira sugli Stati Uniti. La nostra intenzione non è tradurre il nostro tormentone, ‘D41 C4770!’, in inglese “.

‘Shit!’, verrebbe da dire allora.

I soliti idioti – trailer italiano

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