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Wild: interviste con Reese Witherspoon, Cheryl Strayed e Nick Hornby.

Wild: interviste con Reese Witherspoon, Cheryl Strayed e Nick Hornby.

Wild: interviste con Reese Witherspoon, Cheryl Strayed e Nick Hornby

In occasione della presentazione di Wild al London Film Festival, abbiamo intervistato Resse Witherspoon, Cheryl Strayed e Nick Hornby.

Wild

Wild, il film con protagonista Reese Witherspoon, è stato presentato alla 58esima edizione del London Film Festival.
Wild è la storia di Cheryl che dopo la morte prematura della madre, il traumatico naufragio del suo matrimonio, una giovinezza disordinata e difficile, a soli ventisei anni  si ritrova con la vita sconvolta. Alla ricerca di sé, oltre che di un senso, la giovane decide di attraversare a piedi l’America selvaggia tra montagne, foreste, animali selvatici, rocce impervie, torrenti impetuosi, caldo torrido e freddo estremo.
Ecco le nostre interviste con la protagonista Reese Witherspoon, Cheryl Strayed e Nick Hornby.

Com’è iniziata la sua avventura con Wild?

Reese Witherspoon: Quando Cheryl mi mandò il suo libro lo lessi in 48 ore e mi ridusse in lacrime. È un racconto così toccante fatto di rimpianti, amore, perdita, sesso e droga. È una storia di vita reale! L’ho trovato così stimolante che ho chiamato subito Cheryl per parlarle; ho avuto da subito la sensazione di conoscerla già. Le ho spiegato che pensavo che avrei saputo raccontare la sua storia al cinema e lei, molto gentilmente, mi ha permesso di opzionare i diritti.

Quale è stata la sfida più grande?

Nick Hornby: Nel romanzo ci sono fin troppi avvenimenti: la storia della sua famiglia, il divorzio di Cheryl dal marito, l’abuso di droghe, la promiscuità sessuale. Durante il viaggio, inoltre, lei incontra parecchia gente interessante, eccentrica e talvolta minacciosa, anche se in generale si tratta di personaggi minori. La mia sfida come sceneggiatore, nell’adattare il libro, era trovare proprio lo spazio nel film di lasciare il personaggio di Reese Whiterspoon da solo. E una volta fatto ciò dovevo anche trovare un modo di esplicitare i suoi pensieri. Ho optato per un mix di pensieri e parole: a volte lei parla a voce alta, a volte no. Di base si percepisce questa specie di caos nella sua testa.

Come è iniziata la collaborazione con Reese Whiterspoon?

Cheryl Strayed: Innanzitutto mi sono chiesta chi sarebbe stata in grado di raccontare la mia storia al cinema. Reese Whiterspoon mi è sempre piaciuta e l’ho sempre ammirata, è un’attrice straordinaria. Era in cima alla mia lista. Sentivo che era anche una grande persona. Sapevo che questa sarebbe stata una relazione complessa che necessitava sì di talento, ma anche di cuore. Quando io e Reese ci siamo incontrate mi è stato chiaro che aveva tutte queste qualità.

Wild Reese Witherspoon

Come è stato girare questo film? Deve essersi sentita molto sola.

Reese Witherspoon: Di sicuro ci sono stati dei giorni in cui mi sono sentita incredibilmente sola sul set, In varie parti dell’Oregon, lasciata a me stessa. Ci sono persone sul set, certo, ma di notte sono sola a pensare al lavoro da fare il giorno dopo e senza nessun collega con cui chiacchierare. E questo è un film in cui, per di più, parlo pochissimo. Si tratta di un tipo di performance diversa per me, che invece sono abituata a parlare molto nei miei film. Mi ha insegnato a trovare la forza nel silenzio, è stata una sfida.

Come è stato adattare il romanzo di Cheryl Strayed?

Nick Hornby: Adattare il romanzo di un altro è molto più semplice che scrivere un libro partendo da zero, dalla pagina bianca. Avere la narrativa e la struttura di qualcun altro riduce considerevolmente i lavori da fare. Per certi versi, anche se si tratta pur sempre di lavoro, l’adattamento è in qualche modo più rilassante.

Se dovesse partire per un viaggio assieme ad uno dei personaggi del tuo film, quale porteresti con te?

Reese Witherspoon: Se dovessi partire per un viaggio come questo insieme ad uno dei personaggi della mia carriera? Sceglierei di sicuro Cheryl perché sento che abbiamo un’amicizia incredibile. Questo film racconta solo una piccola parte della sua vita, ma lei oggi è una donna così interessante e dinamica. Siamo entrambe madri e condividiamo la stessa passione come artiste. Questo film inoltre tocca davvero il mio cuore. Spesso la gente mi domanda quale sia il film tra quelli che ho fatto che preferisco. Come potrei scegliere, dico io. In realtà non potrei mai amare un film più di quanto amo Wild.

Pensa che Hollywood sia un po’ sessista? 

Reese Witherspoon: Credo che Hollywood sia ancora un ambiente difficile per le donne. Ci sono molte donne sceneggiatrici brave e molti uomini in grado di raccontare bene le donne. Ci sono inoltre molte case di produzione che cercano materiale del genere, ma per qualche ragione nessuno scrive storie di donne interessanti. Negli ultimi 30-40 anni la cultura cinematografica ci ha fatto smettere di pensare a donne interessanti. Oggi le donne al cinema sono sempre funzionali: salvano l’uomo oppure lo fanno innamorare.

Lei è anche produttrice di Wild. Come è andata?

Reese Witherspoon: Oltre a Wild ho prodotto anche Gone Girl. È magnifico che questi personaggi femminili stiamo ricevendo tanta attenzione e che la gente veda che le donne sono complesse e hanno tante sfaccettature. Ci sono donne molto diverse là fuori. Per quanto riguarda Wild è stato un po’ complicato come attrice perché i ruoli offerti alle donne dai grandi Studio non erano sufficientemente stimolanti né dinamici dal mio punto di vista. Ho deciso di impegnarmi e fare qualcosa e finora ho avuto molte gratificazioni da entrambi questi film.

Essere anche produttrice ha cambiato la sua percezione di Hollywood?

Reese Witherspoon: È dura ma sono fortunata a lavorare con Bruna Papandrea, la mia straordinaria partner in produzione. Siamo come lo yin e lo yang e ognuna supporta e completa l’altra. Leggiamo molto e lavoriamo duro. Ma ci piace e abbiamo tante soddisfazioni da quello che facciamo.

Che cosa le ha lasciato questa storia?

Reese Witherspoon: Una delle mie parti preferite è quando Cheryl spiega che, se potesse tornare indietro e rifare tutto daccapo, non cambierebbe una virgola. La penso così anch’io. Se c’è una cosa che mi ha insegnato è che possiamo essere indulgenti con noi stessi e perdonarci, anche quando pensiamo di non meritarlo. Questa è una delle più grandi lezioni che possiamo imparare nella vita.

 

Paola Schettino Nobile

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