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Intervista ad Andrea Ricca: come fare corti horror sci-fi a basso costo

Intervista ad Andrea Ricca: come fare corti horror sci-fi a basso costo

Girando sul web ormai si trovano molti aspiranti attori, registi e artisti in senso lato, che utilizzano internet per mostrare i loro lavori ed esplorare la loro creatività, nel bene e nel male. Tra i tanti buchi nell’acqua e falsi miti, c’è Andrea Ricca, un professionista dell’immagine e della computer grafica che, nel tempo libero, si diverte a realizzare cortometraggi di fantascienza e contaminazioni horror che si sono rivelati un vero successo su YouTube con oltre 20 milioni di visualizzazioni, e hanno conquistato una serie di premi in alcuni festival intorno al mondo. Qui potete vederne alcuni. Tra storie di alieni, creature mostruose e minacciose, e avventure da brivido che riprendono chiaramente alcuni successi del grande schermo come riferimento, i cortometraggi di Andrea Ricca sono curiosi e denunciano tuttavia una dimestichezza con i trucchi della tecnica digitale che gli permettono di creare effetti speciali convincenti e di qualità, se si tiene conto del basso budget a disposizione. Abbiamo chiesto a questo regista indipendente di parlarci di questa sua passione e dei risultati del suo lavoro, con uno sguardo anche al futuro. Ed ecco cosa ci ha raccontato.

Andrea RiccaCome è nata la voglia di realizzare dei cortometraggi?

Ho sempre avuto voglia di raccontare storie per immagini e condividere così le mie emozioni. Ho incomiciato con i fumetti ma la mia passione era quella del cinema e, quando le prime videocamere consumer sono divenute economicamente accessibili, ho incominciato a realizzare cortometraggi d’autore. Lavorando nella grafica mi sono poi specializzato nel 3D ed ho provato ad unire attori ripresi dal vero con creature generate al computer. Questi primi film di fantascienza, pur essendo una scommessa nel cinema indipendente italiano, hanno ben presto ottenuto ottimi riscontri incoraggiandomi ad andare avanti e ormai è dal 1998 che produco cortometraggi di fantascienza, fantasy con qualche incursione nell’horror.

Dalle tue opere sembra chiaro un debole per l’horror e la fantascienza, è così?

La mia preferenza va alla fantascienza perchè stimola l’immaginazione sulla base di nozioni potenzialmente possibili. Se raccontiamo storie di magia o fantasy sappiamo che è solo fantasia, ma se raccontiamo di incontri con creature extraterrestri sono cose che potrebbero accadere realmente, seppure non nelle precise modalità raccontate dal film. Inoltre la fantascienza riflette sul futuro dell’umanità e dove potremmo andare.

Come realizzi gli effetti speciali dei tuoi film?

Li realizzo completamente da solo, con qualche sporadico aiuto di altri grafici 3D italiani, come ad esempio Matteo Migliorini. Utilizzo un programma, non semplicissimo, per la modellazione ed animazione tridimensionale (CGI 3D) in cui mi sono specializzato nel corso del tempo. Di solito le riprese dal vero, per un corto sotto i dieci minuti, richiedono più o meno una settimana, mentre per gli effetti speciali in computer grafica occorrono dai due ai quattro mesi circa. Naturlmente i tempi si restringerebbero se, come accade in ambito professionale, si dividessero i compiti tra più persone come ad esempio: modellatori, animatori, illuminazione, texturing (colorazione) ecc. Tenendo presente che, a parte la performance attoriale, dalla sceneggiatura alle riprese, al montaggio, fino al 3D, la post-produzione e la sonorizzazione, se ne occupa una sola persona, ovvero il sottoscritto, i tempi si allungano e l’impegno non consente di avventurarsi in durate maggiori. Alcuni corti, per altro, come ad esempio “Spider Danger” (che ha ottenuto oltre 6 milioni di visualizzazioni su YouTube) vedono me stesso anche come protagonista, magari a causa della non disponibilità di un amico attore. Il tutto mi rende una specie di “One man band” del cinema indipendente italiano.

Da dove trai ispirazione?

La mia ispirazione principale sono i film di avventura e fantascienza anni ’80 con registi che vanno da Spielberg, Lucas, Joe Dante, Zemeckis ecc. autori di film di grande intrattenimento e qualità, spesso uniti ad una buona dose di ironia.

Short movie

I tuoi film preferiti?

Essendo onnivoro di film di ogni genere non è una risposta facile ma direi: “Ritorno al Futuro” e “Die Hard”.

Che ruolo ha secondo te il cinema indipendente in Italia?

Il cinema indipendente italiano è sempre vivo e ricco di talenti. Come del resto sappiamo l’Italia produce sempre creatività e qualità in ogni campo. Il ruolo è quello di dare sfogo, fare da palestra e vetrina per i talenti da scoprire.

Cosa si prova ad avere così tante visualizzazioni su YouTube e oltre 20.000 iscritti al tuo canale?

Più che gli iscritti non mi aspettavo i venti milioni di visualizzazioni complessive per gli oltre venti cortometraggi contenuti nel canale. Visualizzazioni che vengono principalmente dall’America, dall’India, dall’Asia ed infine dall’Europa e l’Italia, grazie anche al fatto che tutti i miei cortometraggi sono accompagnati dalla colonna sonora e non hanno dialoghi. Inoltre sono felice ed orgoglioso dei complimenti di testate come: “SFX Magazine”, “Starburst”, “Scream Magazine” e tante altre, italiane ed internazionali.

Come produci i tuoi cortometraggi?

I cortometraggi sono tutti prodotti a budget zero, senza contributi esterni, né retribuzione ai partecipanti, con il solo ausilio di una telecamera Full HD e di un Pc.

Hai mai partecipato a festival per mostrare i tuoi lavori?

Ho partecipato a numerosi Festivals in tutto il mondo che, fortunatamente, hanno messo in selezione diversi miei corti mostrandoli al pubblico e agli addetti ai lavori.

Pensi tu a tutto, dallo script alla messa in scena?

Parto da un’idea, spesso per omaggiare un genere o un film preferito, disegno solo lo storyboard, ma non scrivo la sceneggiatura, e poi cerco di adattare il tutto ai pochi mezzi e luoghi a disposizione, che consistono nel mio appartamento, con un giardino ed un green screen fatto in casa.

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Cosa fai nella vita? Riesci a vivere di questa professione?

Nella vita faccio saltuariamente il grafico, in senso tradizionale, lavorando al Photoshop per la realizzazione di manifesti, volantini e brochure, ma il lavoro latita.
Dai corti invece non ricavo alcun guadagno, perfino la monetizzazione di YouTube è disattivata da anni, e quindi li faccio prevalentemente per passione e divertimento.

Quanto impieghi in media per realizzare un cortometraggio?

Impego circa tre mesi in media, a seconda della durata o della difficoltà degli effetti visivi.

Che futuro vorresti per questa tua passione?

Mi piacerebbe avere qualche nuovo stimolo legato in qualche modo ad un passaggio al mondo professionale.

Chi è la prima persona a cui mostri un tuo cortometraggio finito?

La prima persona a cui mostro il corto è la mia fidanzata che di solito è la più critica, ma al contrario di quello che si potrebbe pensare, se a lei non piace mi sento più tranquillo e so che sarà apprezzato dai miei fans, soprattutto perchè a lei piacciono i film “seri” e non le “sciocchezze di fantascienza”!

Che attori di Hollywood vorresti coinvolgere in un tuo progetto?

Mi piacciono gli attori dalla fotogenia universale in grado di far immedesimare il pubblico, ma che siano in grado di fare dell’autoironia e magari rendersi un pò più vissuti nell’aspetto.

Il film che ti ha spaventato a morte?

Da bambino, come molti: “L’esorcista”, di recente: “Hostel”.

Progetti futuri?

Per il nuovo anno sto preparando un cortometraggio di fantascienza, con qualche sfumatura horror, per andare incontro ai generi più amati da me e da chi mi segue e che approfitto per ringraziare, così come vanno i dovuti ringraziamenti ai miei attori ed attrici, da Michele Di Mauro a Stefania Autuori, da Ludovica Ferraro ad Ilaria Lamberti e Francesca Simonelli.

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