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Interstellar: la recensione del Blu-ray

Interstellar: la recensione del Blu-ray

Interstellar: la recensione del Blu-ray

Interstellar: in occasione dell’arrivo del film in Blu-ray e DVD si è svolto un incontro, presso l’Università di Tor Vergata, a cui ha partecipato il Docente di Astrofisica Amedeo Balbi. 

Interstellar blu ray

Interstellar era destinato a diventare un cult già prima dell’arrivo in sala: passato nelle mani di Christopher Nolan dopo l’abbandono di Steven Spielberg (che avrebbe voluto dirigerlo dopo Lincoln), il film (concepito da Jonathan, fratello di Christopher, nel lontano 2007) è un blockbuster ambizioso e visionario che mira a divertire senza dimenticare gli aspetti più scientifici e tecnici. Il risultato è una pellicola imperfetta, sì, ma con un’anima, che cerca di portare al cinema un tipo di fantascienza adulta, capace di intrattenere e commuovere, unendo allo stesso tempo filosofia, effetti speciali, sentimenti e scienza. L’attenzione a quest’ultima, in particolare, era fondamentale (lo scienziato Kip Thorne è produttore esecutivo). Interstellar è ambientato in un futuro non lontano (siamo nel 2067). La Terra è arida e gli esseri umani sono sfiniti, affamati e affranti. Che ne sarà del mondo? Se lo chiede il personaggio di Matthew McConaughey, Cooper, un ex pilota della NASA che vive con due figli piccoli (il rapporto con la figlia Murph, interpretata da grande da Jessica Chastain, è centrale nella storia). Quando Cooper scopre che alla NASA stanno studiando un modo per salvare il pianeta, decide di unirsi a loro e di partire per lo spazio, alla ricerca di alcuni pianeti potenzialmente abitabili dalla razza umana. Come raggiungerli? A bordo di un’astronave (la Endurance) e passando per un buco nero. E così il nostro eroe lascia la sua famiglia senza sapere se riuscirà mai a tornare indietro. L’uscita in home video di Interstellar è stata l’occasione per scambiare quattro chiacchiere con chi di scienza si occupa quotidianamente: il professor Amedeo Balbi, Docente di Astrofisica all’università degli Studi di Roma Tor Vergata. Nel corso di una Master Class Balbi ha parlato dei tanti punti di contatto tra la finzione di Interstellar e la realtà, spiegando come il film sia riuscito a mettere in pellicola tantissime teorie sino ad ora delegate solo ai libri di  testo e alle lezioni di astrofisica. All’evento ha partecipato anche Lorenzo Bellù della sezione Global Perspectives della FAO, che ha parlato del tema che fa da preambolo a Interstellar (i cambiamenti climatici, che disegnano uno scenario disagiato in termini di alimentazione, con l’esigenza immediata da parte dell’uomo di cercare pianeti da colonizzare). Al termine dell’incontro abbiamo avuto la possibilità di porre qualche domanda a Balbi, che ci ha spiegato che nel film vengono illustrate alcune teorie più che plausibili. Gli stessi temi discussi nel corso dell’incontro sono al centro degli straordinari contenuti speciali del Blu-ray di Interstellar, che contiene oltre tre ore di extra.

Con quali occhi un docente di astrofisica guarda ad un film come Interstellar? 

Beh, diciamo che il punto di vista si divide un po’ a metà. In parte lo guarda come lo guardano tutti, ovvero seguendo la trama e cercando di farsi coinvolgere emotivamente. Se il film è riuscito deve funzionare, secondo me, proprio da quel punto di vista, ossia sul piano emotivo e narrativo. Ma del resto, essendo uno scienziato, la sua metà professionale lo porta a fare caso anche agli aspetti scientifici. In generale  la scienza viene trattata nei film fantascientifici in un modo non particolarmente accurato.

Nel 2013, all’uscita di Gravity, si parlò molto degli errori contenuti nel film. Cosa può dirci, invece, rispetto ad Interstellar?

Anche guardandolo con occhio molto critico è difficile trovare delle cose clamorosamente sbagliate. Del resto Kip Thorne, lo scienziato dietro il film, ha voluto fortemente dall’inizio che Interstellar fosse basato su una scienza accurata. Era naturale che la storia facesse dei salti in avanti, speculando sul futuro, ma era fondamentale che non violasse la fisica per come la conosciamo oggi. Quindi secondo me Interstellar è un film molto riuscito, che funziona perché è estremamente coinvolgente da un punto di vista narrativo e sul piano emotivo. 

Nel film si parla spesso di buchi neri. Riuscirebbe a spiegare di cosa si tratta usando delle parole semplici? 

Un buco nero è una regione di spazio in cui la densità di materia ha raggiunto valori talmente elevati che la forza di gravità provocata da questa materia attrae tutto in maniera inesorabile. Una volta entrati nel raggio di influenza del buco nero non si può più tornare indietro. E non può tornare indietro nemmeno la luce, che rimane intrappolata. Da ciò, appunto, la definizione di buco nero. Si tratta di una specie di pozzo infinito da cui non si può più venire fuori.

Interstellar menu blu ray

Ed ora passiamo ad analizzare il Blu-ray di Interstellar: il trasferimento video è davvero accuratissimo, con immagini sempre nitide e straordinariamente dettagliate, contrasti perfetti e alcune sequenze, come quelle ambientate nello spazio, che rappresentano un vero godimento per gli occhi. Il cofanetto include la copia digitale e  due dischi: il primo contiene il film, mentre il secondo è interamente dedicato ai contenuti speciali che, come anticipato poco fa, raggiungono le tre ore. nel dettaglio gli extra sono così suddivisi:

  • The Science of Interstellar: si tratta di un documentario di circa 50′ narrato da Matthew McConaughey, mentre gli aspetti più scientifici del film sono narrati da Kip Thorne;
  • Plotting An Interstellar Journey – Progettare un viaggio interstellare: si parla delle origini del film, incluse le influenze sulla storia;
  • Life On Cooper’s Farm: che cosa significa raccontare la vita in una fattoria in un film di fantascienza? Ce lo spiega questo speciale;
  • The Dust: questo extra spiega come hanno fatto gli attori e il resto della troupe ad evitare di essere accecati dalla sabbia e si concentra sulla creazione di una tempesta di sabbia;
  • Tars and Case: racconta la creazione di Tars e Case, due dei tre robot che vediamo nel film;
  • The Cosmic Sounds Of Interstellar: dai concept alla realizzazione della colonna sonora firmata da Hans Zimmer;
  • The Space Suits: questo speciale si concentra sul design e la creazione delle tute e dei caschi indossati dai protagonisti.
  • The Endurance: Il production designer Nathan Crowley ci mostra il gigantesco set della nave spaziale, offrendo un’interessante visita guidata a bordo;
  • Shooting In Iceland: Miller’s Planet/Mann’s Planet – Creazione di due mondi completamente diversi in un solo paese: speciale sul viaggio in Islanda e sulle sfide del creare due mondi diversi nello stesso Paese;
  • The Ranger And The Lander: Uno sguardo alle altre due navi spaziali del film;
  • Miniatures In Space – Scopri i modelli su larga scala utilizzati nel film;
  • The Simulation Of Zero-G-Rigs, cables, ropes and pulleys: come si crea su un set un ambiente a zero gravità? Ce lo spiega questo speciale;
  • Celestial Landmarks – Effetti speciali danno l’illusione di un vero viaggio spaziale
  • Across All Dimensions And Time-Blast into the four-dimensional world of the Tesseract: questo speciale mostra come sia stato utilizzato un set reale piuttosto che un semplice green screen per creare il Tesseract;
  • Final Thoughts-Cast and crew reflect on their experience of creating this epic drama about the ultimate destiny of space and humanity: il cast e la troupe raccontano i loro punti di vista sull’esperienza di Interstellar;

 

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