News Cinema, Tv, Libri

Dogman, Matteo Garrone a Cannes 2018: “La mia storia di umanità e violenza”

Dogman, Matteo Garrone a Cannes 2018: “La mia storia di umanità e violenza”

Dogman, il nuovo film di Matteo Garrone al cinema dal 17 Maggio, è stato presentato in anteprima al Festival di Cannes 2018. Dopo Gomorra, Il Racconto dei Racconti e Reality, il regista italiano torna sul grande schermo con una storia intensa ed emozionante, interpretata da Marcello Fonte ed Edoardo Pesce. Marcello gestisce un salone di toelettatura per cani in una periferia di grandi spazi e degrado, mentre Simone, detto Simoncino, è un ex pugile uscito di prigione che semina il caos nei dintorni poiché l’unico linguaggio che conosce è la violenza. Matteo Garrone, gli sceneggiatori Massimo Gaudioso e Ugo Chiti, insieme al cast del film, hanno parlato di Dogman durante la conferenza stampa del festival, raccontando la genesi e l’elaborazione di un progetto nato oltre un decennio fa.

Come nasce questo film?

Matteo Garrone: Questo film che nasce da un lungo percorso che ho fatto con Massimo Gaudioso e Ugo Chiti. Abbiamo iniziato a scrivere circa 13 anni fa, partendo da un fatto di cronaca nera molto cruento e, negli anni, la storia è cambiata molto, insieme a noi e al nostro rapporto con essa. Poi l’incontro con Marcello ci ha chiarito molte cose e ci hanno allontanato dal fatto di cronaca per spostarci in una dimensione più umana. Una storia simile poteva succedere a chiunque, ma non volevamo correre rischi di trasformare il personaggio di Marcello in una sorta di mostro. Egli trasmette neutralità e dolcezza, e riesce fino alla fine a non restare imprigionato nell’incubo di un altro. Si tratta di un personaggio naive, con una sua innocenza, e la sua umanità è la forza del film. Dall’altra parte comunque c’è anche un antagonista che ha fatto un lavoro stroardinario, anche perché se in un film non funziona il villain non funziona anche il resto. 

Qual è stato il punto di svolta nel processo creativo del film?

Matteo Garrone: Marcello è stato sempre un personaggio che mi ricollegava ad uno dei miei miti del passato, Buster Keaton, con quei suoi meccanismi di cinema muto. Ha portato momenti di comicità e leggerezza fondamentali al film. Il fatto di cronaca è stato molto cruento e famoso per l’atto di tortura commesso. Al cinema ho visto film simili come per esempio Un Borghese Piccolo Piccolo, con l’idea del buono che piano piano si trasforma in un mostro, ma quell’idea mi allontanava da questa storia. Con la dolcezza e umanità di Marcello invece, girando il film, ci è sembrato una stonatura evidente che lui finisse in quel modo nel corso della storia. Ci interessava quel conflitto che lui ha nel momento in cui si trova a cercare di vedere riconosciuta la sua dignità di uomo, ma si trova di fronte una bestia violenta e feroce che conosce solo il linguaggio della violenza. E’ un personaggio affascinante anche perché pieno di contraddizioni. Potrebbe sbarazzarsi prima di Simoncino, ma non lo fa. E questo è anche un segno di modernità del personaggio. Per questo abbiamo voluto raccontare questa storia e approfondire la sua psicologia. E’ un film sulla violenza, ma una violenza psicologica, non legata ad aspetti sanguinolenti o splatter. 

Marcello Fonte: Marcello è come un fiore di loto che cresce in mezzo al fango, ma rimane sempre bianco o meglio grigio. Difende i suoi amori, sua figlia e quel poco che ha, come molte altre persone. Si è creato piccole sicurezze che vuole proteggere. Ci tiene ad essere un bravo padre e cerca di tenete lontano il pericolo. Non sa bene da che parte stare, vuole essere amato da tutti e non è facile. Per questo commette errori per fragilità e debolezza.

Matteo Garrone: è una storia semplice che si trova facilmente in ogni parte del mondo: il debole contro il forte. Marcello e Edoardo hanno raccontato due personaggi che vivono sullo schermo con grande umanità, nel bene e nel male. Occorre una grande generosità degli attori per fare un film così. 

Come ha preso forma la sceneggiatura?

Ugo Chiti: è stato un lungo percorso fatto di riprese e cambiamenti prospettici sui personaggi. Marcello è pieno di contraddizioni proprio per lo studio e analisi che abbiamo fatto sul personaggio. In qualche modo rispecchia un personaggio tipico del cinema italiano con l’arte di arrangiarsi che oggi comprende anche la cocaina e altri affari simili. Quando ho visto il film ho avuto la sensazione di un dramma sacro che ha una sua religiosità.

Matteo Garrone: Abbiamo portato la prima stesura della sceneggiatura a Roberto Benigni, perché comunque avevamo in mente un personaggio un po’ alla Chaplin o alla Keaton, con una sua comicità. E un altro punto di riferimento è stato  “Le memorie del sottosuolo” di Dostoevskij. 

Come è stato lavorare con i cani?

Matteo Garrone: Fantastico perché non sai mai quello che fanno. Credo che un attore debba essere felice di lavorare con loro per quella dose di imprevedibilità che gli permette di rimanere vivo sulla scena. Marcello si trovava a suo agio con i cani, come quella scena in cui mangiano insieme che lui ha fatto sua. 

Come ha trovato la location perfetta per il film?

Matteo Garrone: Villaggio Coppola è un luogo per me familiare. Nel 2001 ho girato L’Imbalsamatore lì, e poi una parte di Gomorra nel 2007, quindi ci sono tornato perché è un luogo che mi vuole bene, la luce è sempre magica. Quando giro una scena, c’è sempre la luce perfetta per quella scena. Non credo sia un caso. Per Dogman la prima parte è più luminosa e poi l’atmosfera diventa più plumbea. Volevo un luogo che richiamasse un luogo di frontiera, un paesaggio western che riflettesse la società di oggi. E dove Marcello potesse avere un contatto con la comunità, cosa che influisce sulle sue scelte e sul suo rapporto con Simoncino. 

Si potrebbe dare anche una lettura politica a questo film, non credete?

Ugo Chiti: Io l’ho percepito come un’allegoria sul paese, ma non cosciente forse. Non abbiamo cercato un collegamento con la realtà politica italiana, ma volevamo parlare di problemi contemporanei. 

Matteo Garrone: Secondo me il tema della paura è centrale in questa storia. Insieme al desiderio di mimetizzarsi. Io spero solo che il film metta in moto pensieri ed emozioni in un pubblico che viene da tutte le parti del mondo.

Commenta

Commenti

Approfondisci News Cinema, Tv, Libri

Gotham 5, rilasciata la prima foto del villain Bane

Stefania Albani23 ottobre 2018

Halloween, 5 cose da sapere prima di vedere il nuovo film

Letizia Rogolino23 ottobre 2018

Ti Presento Sofia presentato ad Alice nella Città

Stefania Albani23 ottobre 2018

Slitta l’uscita di Assassinio sul Nilo con la regia di Kenneth Branagh

Stefania Albani22 ottobre 2018

Arriva Halloween ed arrivano gli Amazon Horror Days con centinaia di film

Stefania Albani22 ottobre 2018

Chesil Beach – Il segreto di una notte, torna Saoirse Ronan ecco il trailer italiano

Stefania Albani22 ottobre 2018

Luke Cage, Netflix cancella la serie dopo la seconda stagione

Letizia Rogolino22 ottobre 2018

Bohemian Rhapsody, una featurette mostra come il cast si trasforma nei Queen

Letizia Rogolino20 ottobre 2018

Magnum P.I. la serie tv dal 16 ottobre sul canale FOX ecco il trailer italiano

Stefania Albani19 ottobre 2018