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Chiamami col tuo Nome, la recensione del film di Luca Guadagnino

Chiamami col tuo Nome, la recensione del film di Luca Guadagnino

Il 25 Gennaio 2018 arriva nelle sale italiane Chiamami col tuo Nome, il nuovo film di Luca Guadagnino candidato a quattro premi Oscar, tra cui Miglior Film. Dopo A Bigger Splash il regista siciliano sceglie di raccontare una storia d’amore passionale e tenera nell’Italia degli anni ’80. Timothèe Chalamet interpreta Elio, un adolescente figlio di un professore universitario che trascorre le vacanze estive insieme alla sua famiglia. Passa le sue giornate al mare con gli amici o in compagnia della musica e di un libro, ma non perde l’occasione di vivere incontri romantici con una sua coetanea. L’arrivo inaspettato di Oliver, un americano affascinante che deve completare la sua tesi di post dottorato, interpretato da Armie Hammer, mina l’equilibrio di quella assolata e tranquilla oasi felice da qualche parte nel Nord Italia. Dopo una diffidenza iniziale, Elio comincia a provare una forte attrazione per quest’uomo più grande di lui, presto ricambiata, e tra i due nasce un sentimento travolgente che profuma di quell’ingenua tenerezza del primo amore, accompagnata da una dirompente intesa sessuale.

Armie Hammer e Timothèe Chalamet in Chiamami col tuo Nome

Armie Hammer e Timothèe Chalamet in Chiamami col tuo Nome

La forza di un film come questo è sicuramente l’alchimia tra i due protagonisti che si dimostrano a loro agio in ogni momento, anche quando la sceneggiatura sottolinea un’intimità fisica esplicita, ma mai volgare. Luca Guadagnino, infatti, racconta questo amore con assoluta naturalezza, donando al film un ritmo fluido e lineare, anche grazie alla penna di James Ivory, in grado di adattare egregiamente l’omonimo romanzo di Adrè Aciman da cui è tratto il film. Chiamami col tuo Nome è un ritratto spontaneo di una calda estate dove tutto accade senza una spiegazione razionale. I personaggi seguono il loro istinto. Si incontrano, si annusano ed imparano a conoscersi fidandosi l’uno dell’altro, senza preoccuparsi del mondo che li circonda o delle conseguenze. Guadagnino fotografa anche un’epoca, sia dal punto di vista estetico, sia dal punto di vista dei contenuti. I personaggi vivono gli anni ’80 dalle testimonianze della televisione, della radio e dei giornali che sono spesso oggetto di discussione a pranzo o a cena, dalla politica all’attualità. Difficile non notare il ruolo fondamentale della colonna sonora, confermato dalla candidatura di “Mistery of Love” come Migliore Canzone ai prossimi Oscar 2018.

Timothèe Chalamet in una scena del film Chiamami col tuo Nome

Timothèe Chalamet in una scena del film Chiamami col tuo Nome

Chiamami col tuo Nome è un’opera diretta magistralmente da un direttore d’orchestra consapevole, creativo e ambizioso come Luca Guadagnino che, se nei film precedenti non è riuscito a convincere pienamente, questa volta ha dimostrato il suo talento nel portare sullo schermo il desiderio, quella forza misteriosa che fa vibrare l’animo umano quando meno te l’aspetti. Sulla scia dell’emozionante Carol di Todd Haynes del 2015, il regista italiano racconta un amore omosessuale trattandolo alla pari, senza aria di denuncia o protesta, guidato solo da un’elegante e raffinata emotività.

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