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Breathe: Andy Serkis al TIFF debutta dietro la macchina da presa

Breathe: Andy Serkis al TIFF debutta dietro la macchina da presa

Breathe: Andy Serkis al TIFF debutta dietro la macchina da presa

Andy Serkis (The War – Il pianeta delle scimmie, Star Wars: Il risveglio della Forza) esordisce dietro la macchina da presa con il lungometraggio Breathe. Basato su una sceneggiatura dell’autore due volte candidato agli Oscar William Nicholson (Everest, Les Misérables e Il gladiatore), Breathe è la vera storia di un amore senza confini di grande ispirazione per tutti. L’avventuroso e carismatico Robin Cavendish (Andrew Garfield) ha tutta la vita davanti quando si ritrova paralizzato a causa della poliomielite che contrae mentre è in Africa. Contro il parere di tutti, sua moglie Diana (Claire Foy) lo fa dimettere dall’ospedale e lo porta a casa dove la sua dedizione e la sua intelligente determinazione trascendono la disabilità. Insieme, si rifiutano di diventare prigionieri della sofferenza di Robin e incantano gli altri con il loro umorismo, il loro coraggio e la loro sete di vita. Breathe è una commovente celebrazione del coraggio e delle possibilità dell’essere umano che scalda il cuore, una storia d’amore che insegna a vivere ogni respiro come se fosse l’ultimo.

Al Toronto Film Festival il film è stato presentato in anteprima alla presenza del regista Andy Serkis e dei due protagonisti Andrew Garfield e Claire Foy.

Andy che cosa ti aveva colpito della storia?

Andy Serkis: Era una storia potente, toccante e straordinariaMi ha fatto commuovere tanto, come non mi era mai successo. Mi è bastato leggere il copione per iniziare a piangere.

Le persone che raccontiamo erano uniche, erano degli outsider, dei pionieri. Hanno cambiato il modo in cui il concetto di disabilità era percepito all’epoca. Tutto questo grazie alla loro tenacia, intelligenza e humour. Hanno parlato al cuore delle persone e hanno trasformato le vite di molti.  

Che cosa ha significato per voi interpretare questi personaggi?

Andrew Garfield: Per me questa storia rappresenta uno standard su come vivere la vita. Quello che Robin e Diana hanno fatto è stato vivere un vita piena di gioia, ricca e in grado di ispirare gli altri e lo hanno fatto partendo da una perdita.
Ecco perché secondo me questa è una storia universale.
Claire Foy: Gli eventi che raccontiamo sono storie che superano ogni epoca. Le circostanze sono sempre le stesse: le persone supportano i loro cari. Si prendono cura delle persone che amano, lo facevano ieri e lo fanno ancora oggi.
Ispirato alla vera storia dei genitori del produttore Jonathan Cavendish, Breathe mostra come il modo in cui Robin ha affrontato la sua malattia, reagendo al suo destino, ha avuto un enorme impatto sulla mobilità e l’accesso dei disabili.
(Paola Schettino Nobile)
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