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Che fine ha fatto Hugh Grant, l’ironico principe british?

Che fine ha fatto Hugh Grant, l’ironico principe british?

Il cinema è un impegno full time per molte star di Hollywood, ma gli attori di origini europee sembrano affrontare questa professione con più tranquillità, lasciando passare qualche anno da un progetto all’altro. A volte per impegnarsi nella vita privata o per coltivare qualche passione sportiva o artistica, altre volte per cause di forza maggiore, perchè il sistema li mette da parte per qualche evento poco piacevole che li riguarda o per un comportamento equivoco che getta un’ombra sulla loro figura. Hugh Grant, l’attore inglese con gli occhi azzurri e un sorriso intrigante, ha iniziato la sua carriera nella metà degli anni ’80, conquistando pubblico e critica per il suo particolare mix di umorismo e sensualità. Con la celebre commedia Quattro Matrimoni e un Funerale del 1994 diretta da Mike Newell è apparso chiaro il suo talento per il genere della commedia sentimentale che lo ha rapito per gli anni successivi con Nine Months, The Englishman, Mickey Occhi Blu, l’indimenticabile Notting Hill, fino a Il Diario di Bridget Jones e Love Actually. Una serie di successi in cui il romanticismo e un classicissimo humour inglese hanno creato una ricetta irresistibile e vincente. L’incidente di percorso del 1995 che lo ha visto protagonista di una denuncia per adescamento di una prostituta nella sua auto con foto e video porno compromettenti, ha minato in parte il ritratto di quel giovane viso pulito dal fascino british, ma dopo pochi mesi la stampa e i fan hanno dimenticato l’episodio e la sua carriera è decollata. “La scorsa notte ho fatto qualcosa di completamente folle. Ho ferito le persone che amo e ho messo in imbarazzo le persone con cui lavoro. Per entrambe le cose sono più dispiaciuto di quanto possa mai dire a parole” aveva dichiarato all’epoca in cui frequentava la futura moglie Liz Hurley.

Notting Hill (1999) Directed by Roger Michell Shown: Hugh Grant, Julia Roberts

Nel 2004 ha recitato nel secondo film della saga di Bridget Jones al fianco di Colin Firth e Renee Zellweger, ma la sua presenza in progetti interessanti destinati ad essere un successo al botteghino, è gradualmente diminuita. Come se il mercato della commedia romantica ne avesse abbastanza di un principe azzurro furbo e smaliziato che ormai ha più di 50 anni e dovrebbe re-inventarsi e scoprire un lato diverso della sua personalità per continuare a convincere come attore. “Mi sento troppo vecchio per le commedie romantiche, ma anche per il mondo dello show business in generale” ha dichiarato Grant in una recente intervista, come a far intendere di voler andare in pensione. Scrivimi una Canzone del 2007 e Che Fine Hanno fatto i Morgan del 2009 sono forse due degli ultimi progetti riusciti che tuttavia lo hanno accompagnato piano piano in panchina. Recentemente ha recitato una piccola parte in Cloud Atlas nel 2012 e Professore per Amore nel 2014 che si è rivelato un flop abbastanza pesante.

Forse ha cominciato ad allontanarsi dal ruolo del fidanzatino d’Europa, ma non è riuscito a trovare ancora una sua dimensione per esprimere il potenziale creativo che potrebbe essere semplicemente un’evoluzione del suo carisma di inizio carriera. Le poche volte che è apparso sullo schermo negli ultimi anni non ha lasciato il segno e sembrava lontana la speranza di poter assistere ad una rinascita di uno Hugh Grant maturo e adulto, ma spassoso e brillante come una volta. Nel 2015 però un accenno di cambiamento lo abbiamo avvertito con il suo ruolo in Operazione U.N.C.L.E., l’ultimo film di Guy Ritchie che lo vede nei panni del capo del British Naval Intelligence per una storia di azione e spionaggio in stile 007, che ha convinto la critica e il pubblico. “Da molto tempo cercavo di lavorare con Guy; mi è sempre piaciuto il modo in cui concepisce le scene, il suo stile, il metodo di lavoro – ha detto –  Ho uno zio che in passato è stato una spia, quindi la mia presenza nel film mi sembra appropriata. O stranamente appropriata“. 

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Potrebbe attraversare una crisi personale, una piccola depressione o semplicemente è difficile da accontentare e non accetta ogni copione che gli viene sottoposto. Ma se fosse così esigente, dovrebbe saper scegliere meglio i film da fare, perchè dando uno sguardo agli ultimi anni della sua carriera sul grande schermo non sembrerebbe questo il caso. Alcune fonti, tuttavia, danno la colpa alla sua voglia di essere padre. Infatti Hugh Grant ha ben quattro figli di cui occuparsi, l’ultimo risale allo scorso Dicembre 2015, partorito dalla produttrice televisiva svedese Anna Eberstein. Quindi il tempo potrebbe essere poco se lo richiedono a casa a cambiare i pannolini. Prima di ritrovarlo al cinema con il terzo capitolo del franchise de Il Diario di Bridget Jones, confidiamo nel suo prossimo progetto previsto in sala per il 12 Agosto 2016, Florence Foster Jenkins, in cui dividerà la scena con la mitica Meryl Streep per la regia di Stephen Frears. Il film racconta la storia di un’ereditiera di New York degli anni ’40 che sognava di essere una cantante nonostante la sua voce tremenda. Grant interpreta St. Clair Bayfield, un attore inglese marito e manager di quest’ultima, che vuole proteggerla dalla verità.

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