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L’Ora più Buia, come Gary Oldman è diventato Winston Churchill

L’Ora più Buia, come Gary Oldman è diventato Winston Churchill

Quando gli è stata offerta per la prima volta la parte di Winston Churchill nel film L’ora più buia, Gary Oldman ha pensato di rifiutare. Sarebbe stata sicuramente la sfida più grande della sua carriera, ma anche una buona opportunità di dimostrare ancora una volta il suo enorme talento sul grande schermo. “Ti viene chiesto di interpretare un personaggio che molti considerano una figura iconica britannica, con il peso di tutti i fantasmi degli altri attori che lo hanno interpretato” ha detto Oldman nel periodo in cui aveva già detto di no al ruolo di Churchill in un altro progetto. “Non ho intenzionalmente deciso di essere un Churchill diverso; anzi, all’inizio pensavo di non poter portare niente di nuovo a questo ruolo“. Tuttavia l’attore voleva lavorare con il regista Joe Wright, e si sentiva rincuorato dal fatto che la sceneggiatura di Anthony McCarten non fosse un biopic sull’intera vita di Churchill, ma una cronaca di cinque settimane difficili del Primo Ministro, angosciato su cosa fare dei soldati britannici bloccati a Dunkerque durante la Seconda Guerra Mondiale. La trasformazione fisica non è stata facile e Oldman lo sapeva. Vediamo insieme i passaggi fondamentali che hanno permesso a Gary Oldman di diventare Winston Churchill, lasciando a bocca aperta pubblico e critica.

Gary Oldman nel film L'Ora più Buia

Gary Oldman nel film L’Ora più Buia

Un grande lavoro di ricerca

Per i primi due mesi di preparazione Oldman ha consumato voracemente qualsiasi libro o articolo pubblicato su Churchill. “Il mio apprezzamento per lui è aumentato, e continuo a leggere di lui anche dopo il film” ha detto l’attore. “Ero in contatto con uno studioso di Churchill che mi ha consigliato cosa leggere, e poi c’era il libro di Martin Gilbert, [Churchill: A Life], che è una specie di Bibbia sull’argomento. Ho provato a leggere il maggior numero possibile di libri su Churchill prima di iniziare a girare”. Quei libri e soprattutto il vecchio filmato del cinegiornale hanno aiutato Oldman a concentrarsi sul senso di umorismo di Churchill, che ha aiutato l’attore a scrollarsi di dosso le ragnatele della storia. “Ho visto un uomo pieno di vitalità ed energia” ha detto Oldman. “C’era un vero scintillio nei suoi occhi. Si stava godendo la vita e, per quanto stressante fosse, si stava godendo la responsabilità“. È un atteggiamento che Oldman ha cercato di adottare non solo come Churchill, ma come attore che guida la grande produzione.

La voce

Per Gary Oldman era importante avere i ritmi giusti di Churchill, anche nei movimenti e nel modo di esprimersi. La voce e i gesti di quell’uomo importante per la Gran Bretagna e per il mondo nascondono una psicologia particolare, poichè Churchill parlava come agiva in un certo senso, specialmente nei suoi discorsi pubblici più famosi. “Il suo parlare pubblico era molto diverso da come era in privato” ha detto Oldman. “Aveva registrato i suoi famosi discorsi [per i posteri] dopo che erano stati effettivamente consegnati. Quindi c’è una registrazione storica, ma non penso che quello sia il modo in cui parlerebbe a casa sua“. Oldman ha utilizzato quei discorsi registrati come punto di riferimento e materiale su cui lavorare. Pensare a Churchill come ad un altro attore ha reso più facile per Oldman immaginare la differenza tra l’uomo e il primo ministro. “Il modo in cui si vestiva era ovviamente un auto-promozione: conosceva il branding prima che il branding fosse qualcosa!” ha detto Oldman. “Aveva un senso del teatro naturale”.

Gary Oldman e Kristin Scott Thomas

Gary Oldman e Kristin Scott Thomas

Il trucco

Sarebbe stato tutto inutile se Oldman non si fosse trasformato in modo convincente nel famoso Churchill. Egli si è affidato al maestro truccatore Kazuhiro Tsuji, definendolo “una delle uniche persone sul pianeta in grado di farcela“. Tsuji, nato a Kyoto, ha lavorato a film come Men in Black, Il Grinch e il remake del Pianeta delle Scimmie di Tim Burton, ma aveva cercato di voltare le spalle a Hollywood per diventare un artista visivo. Oldman però voleva lui per questo lavoro. Una volta che Tsuji ha firmato, ha lavorato con Wright e Oldman per creare il giusto look di Winston Churchill utilizzando alcune protesi e un certo tipo di trucco che non si avverte mai come artificiale sul grande schermo. In parte perché Tsuji si è astenuto dal coprire gli occhi dell’attore, ma anche la fronte e la bocca, sapendo quanto Oldman potesse trasmettere con quegli strumenti. “È molto diretto e penso che sia in parte dovuto alla lingua” ha detto Oldman. “Kazu è assurdo, ma anche assolutamente adorabile e affascinante“.

La sedia

All’inizio della produzione è stato concesso alla troupe del film L’Ora più Buia di fare un tour dietro le quinte, su tutti i luoghi in cui Churchill ha vissuto e ha lavorato come Primo Ministro, e una di quelle visite ha portato Gary Oldman nella stanza della guerra di Churchill. “La raccomando se vi trovate a Londra” ha detto l’attore. “Nell’attuale stanza della guerra c’è una vecchia sedia di legno che è la sedia in cui Churchill si è seduto per tutta la guerra. Sul braccio sinistro della sedia ci sono graffi lasciati dalle sue unghie. E sul braccio destro ci sono graffi dal suo anello!” Ad Oldman è stato permesso di sedersi su quella sedia e quei piccoli dettagli hanno completato la sua straordinaria esperienza di immedesimazione. “Si trattava di uno stato mentale e una fisicità incisi nella sedia” ha detto.

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