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Il ritorno al cinema di Arnold Schwarzenegger

Il ritorno al cinema di Arnold Schwarzenegger

The Last Stand: l’ultima sfida” rappresenta un nuovo punto di partenza sia per il suo protagonista, l’ex governatore della California Arnold Schwarzenegger, che per il regista sudcoreano Kim Jee-Woon, considerato un assoluto re dei film d’azione in Oriente (alcuni lo paragonano a James Cameron e a lui il paragone piace).
Per il primo si tratta infatti di un ritorno da protagonista, a distanza di dieci anni, col genere che lo ha trasformato in una vera e propria icona (e da questo punto di vista non ha neppure eredi nel panorama cinematografico attuale); per il secondo invece è la prima incursione ad Hollywood e, dunque, il confronto con una lingua non sua e con un sistema che, di solito, tende ad inglobare i registi come lui mettendone in ombra l’autorialità.
Eppure sembra, a conti fatti, che Kim Jee-Woon sia riuscito a difendere bene il proprio stile sul set di questo film d’azione estremamente ironico, che diverte grazie a una sceneggiatura al fulmicotone e ad un gruppo di interpreti ben affiatati, tra cui Forest Whitaker nel ruolo di un agente federale, e Johnny Knoxville (meglio conosciuto come autore e star della serie tv “Jackass“), al quale sono affidate le parti più brillanti del film.
The Last Stand” rimanda al genere western e lo stesso regista si dichiara un appassionato di grandi cult come, ad esempio, “Il buono, il brutto, il cattivo” e “Mezzogiorno di fuoco”.

Arnold Schwarzenegger è Ray Owens, sceriffo di una cittadina dell’Arizona al confine con il Messico, luogo decisamente più tranquillo (almeno apparentemente) rispetto a Los Angeles, dove il nostro eroe lavorava come poliziotto. Quando un narcotrafficante super ricercato (interpretato da Eduardo Noriega) fugge dal convoglio prigionieri dell’FBI e si dirige verso il confine messicano, tocca a Ray cercare di fermarlo.

“I miei sono eroi cinematografici – esordisce Schwarzenegger -. Nella vita di tutti i giorni gli eroi sono altri, e sono tanti. Penso ad esempio a Nelson Mandela, che dopo 27 anni di carcere ancora riesce a parlare d’amore, o a Ronald Reagan, Roosevelt e Gorbaciov. Nello sport Alì, che è stato il più grande di tutti e che brilla per la sua generosità. Gli eroi sono ovunque: nella letteratura, nella medicina, nell’istruzione”.
L’attore dice di essersi divertito molto sul set, per cui sembra scontato chiedergli se abbia considerato un eventuale ritorno in politica.
“Entrambe le attività richiedono moltissimo lavoro. Ma la cosa più importante è che si abbia passione per quello che si fa. Rispetto al cinema, quando si opera in politica le questioni sono decisamente più serie e importanti, perché c’è molto meno spazio per commettere degli errori. Hai a che fare con i problemi della gente e con l’economia, ma anche con le calamità naturali come i terremoti, oppure i tumulti in prigione. Insomma, se lavori in politica devi considerarti operativo sempre, dal momento che hai delle grandi responsabilità. Sono stato felice di portare avanti quel compito, ma anche di essere tornato sul grande schermo con i miei ruoli d’azione, che mi consentono di cimentarmi con inseguimenti in macchina, sparatorie e grandi acrobazie”.
E a proposito di colpi d’arma da fuoco, numerosissimi nel film, e considerati gli episodi di crescente violenza registrati negli ultimi mesi in America, sia Schwarzenegger che Knoxville hanno tenuto a precisare che c’è una profonda differenza tra l’industria del cinema e la cronaca.
“Quello che facciamo noi è puro entertainment – ha dichiarato Knoxville prendendo la parola -. La questione delle armi riguarda tutto il mondo, ma è una questione separata. Noi facciamo intrattenimento, non spetta a noi parlare di questo tema. Ci dovrebbero essere delle leggi adatte a risolvere la situazione”.
“Quando si verificano tragedie simili noi, in quanto società, dobbiamo raccogliere la sfida e chiederci se c’è qualcosa che possiamo fare per ridurre al minimo questi incidenti e la perdita vite umane – prosegue Schwarzenegger -. Sia nel mondo del mondo cinema, sia come genitori, sia per quanto riguarda la sicurezza nelle scuole, è nostro compito fare qualcosa. Sono tragedie che accadono, purtroppo non solo in America, e noi dobbiamo impegnarci al massimo per ridurle”.
The Last Stand” è nelle sale dal 31 Gennaio in 300 copie.

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