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In Trance: intervista a Rosario Dawson

In Trance: intervista a Rosario Dawson

In Trance: intervista a Rosario Dawson

In Trance ha parecchi punti di forza: tra questi Rosario Dawson nel ruolo di un’ipnoterapeuta sexy e misteriosa che deve far tornare alla memoria a James McAvoy.

In Trance

In Trance

In Trance è studiato per tendere delle trappole continue allo spettatore e ai tre protagonisti della storia: l’intenzione di Danny Boyle è infatti quella di far cadere in una sorta di vera e propria trance il suo pubblico, attraverso un gioco di specchi più o meno manifesto in cui i riferimenti a ciò che è reale e a ciò che non lo è si confondono fino a smarrirsi.

E il nostro spaesamento è anche lo spaesamento dei personaggi del film, che si svelano a noi, ci fanno credere di averli capiti e poi, improvvisamente, cambiano di netto, rivelandoci che niente, in fondo, è quello che sembra.

In Trance

In Trance

Al centro di In Trance il furto di un dipinto di Goya ad opera di Simon (James McAvoy), un giovane coperto dai debiti che lavora per una casa d’aste; Simon ha degli accordi con una banda di criminali capeggiata da Frank (un Vincent Cassel nell’apparentemente classico ruolo del gangster francese). Durante il furto, però, qualcosa va storto. Simon riceve una botta in testa e dimentica dove ha nascosto l’opera. Torturato da Frank, Simon si convince che l’unico modo per ricordare è sottoporsi all’ipnosi. È qui che entra in scena la figura centrale di In Trance: Elizabeth (Rosario Dawson), l’ipnoterapeuta a cui Simon si rivolge, prende in mano sin da subito le redini della vicenda. È lei il personaggio più forte della storia – e l’unica donna in un racconto pieno zeppo di criminali e malviventi disposti a tutto pur di ottenere quello che vogliono.

Rosario Dawson in In Trance

Rosario Dawson in In Trance

Di In Trance, che esce il 29 Agosto in Italia, si parla già da mesi: per l’incredibile estetica del regista (autore di alcuni cult come Trainspotting, The Millionaire e The Beach) e l’originalità del plot, certo, ma anche per un nudo frontale che la bellissima Rosario Dawson offre alla telecamera di Boyle.  Di seguito l’intervista all’attrice americana, che vedremo presto in Sin City 2 – Una donna per cui uccidere.

All’inizio di In Trance Elizabeth sembra essere la femme fatale in un mondo di uomini, ma finisce per rivelarsi il centro della storia. Sembra un personaggio molto interessante da interpretare.

Sì, è stato fenomenale. Era una di quelle informazioni che s’intuivano dallo script ma non fino in fondo, per cui hai bisogno di vedere il film per comprenderle davvero. Non credo di aver apprezzato fino in fondo le qualità della storia, almeno fino a quando non abbiamo cominciato a lavorare con Danny. Ero eccitata all’idea di lavorare con lui e con questi attori e questo è effettivamente il primo film di Boyle con una donna al centro dell’intera vicenda. Sono felice che l’abbia raccontata in questo modo, perché questa donna è incredibile dinamica.

Elizabeth è abbastanza ambigua, come del resto lo sono anche gli altri personaggi del film. Perché, secondo te, siamo così affascinati da personaggi e da persone ambigue?

Credo che sia per la stessa ragione per cui, a volte, siamo incantati da un completo sfigato. Penso sia sorprendente per noi scoprire che le persone possono essere ancora segrete e misteriose. Al giorno d’oggi siamo così presi a parlare di noi, a farci vedere, a scrivere blog e a darci al resto del mondo che la linea tra vita privata e pubblica è diventata estremamente sottile. Perciò penso che sia curioso per la gente, in un mondo in cui puoi trovare tutto quello che vuoi su Google, essere ancora in grado di nascondere qualcosa. Allo stesso tempo noi vogliamo sempre piacere ed essere apprezzati, perciò cerchiamo di essere gentili, ed è interessante quando invece a qualcuno questo aspetto dell’interazione con gli altri non interessa affatto.

Rosario Dawson in In Trance

Rosario Dawson in In Trance

So che sul set vi siete fatti tutti ipnotizzare per capire cosa significa. Com’è andata?

È stato divertente. Ti chiedi cosa sia l’ipnosi, perché non sai cosa aspettarti. Non ci è successo nulla di eccessivo, intendiamoci; non è che me ne sono andata in giro pensando di essere un tacchino o qualcosa del genere. A quanto pare è stata un’esperienza rivelatrice di quello che c’era nella mia mente. Dovendo vedere un ipnoterapista per motivi personali avrei voluto saperne di più, ma dato che ero li per lavoro sono finita col raccontare delle cose completamente diverse di me. E così, alla fine del nostro incontro, lei mi stava dicendo cosa c’era dentro la mia testa. Penso che sia una cosa fantastica il fatto che il mio subconscio si sia aperto a lei, anche perché sapeva come porre le domande giuste.

È stato semplice per te fidarti di questa persona?

Quando vai lì devi per certi versi credere che funzioni, anche se una parte di te cerca di restare scettica, visto che ti rendi conto che non abbiamo ancora un’idea chiara e oggettiva di come funzioni il nostro cervello o la nostra memoria. È lo stesso motivo per cui troviamo affascinanti quelle persone in grado di interpretare i sogni e gli incubi. Il nostro subconscio ci parla in continuazione e noi dimentichiamo i nostri sogni fino a quando li archiviamo pensando che non fossero davvero rilevanti. Ma il fatto è che noi non prendiamo tutte le nostre decisioni, giorno dopo giorno, in maniera conscia, come invece crediamo di fare. Se facessimo tutto in maniera conscia moriremmo. Ci sono così tante cose nella nostra vita che derivano di sicuro da alcune abitudini o da cose di cui il nostro corpo non è consapevole.  Perciò trovo affascinante intravedere questa bellezza nelle altre persone. Noi siamo fatti di emozioni, non siamo dei robot, e c’è molto di noi che dobbiamo ancora scoprire.

Rosario Dawson in In Trance

Rosario Dawson in In Trance

In un lavoro come il tuo, che ti porta ad entrare costantemente in contatto con persone nuove, ti risulta semplice o difficile fidarti degli altri?

La fiducia è una cosa difficile. Voglio dire, ti fidi di un’ipnoterapeuta perché ti parla in un certo modo e rispetti la sua professione; ti senti al sicuro con un regista come Danny Boyle perché sai che ha fatto dei film incredibili e che ama gli attori e che anche lui vorrà che questo sia il film migliore che possa fare. Perciò, per quante cose tu possa fare, sai che sei al sicuro con lui. Poi ci sono anche le persone che parlano alle tue spalle e ti remano contro, naturalmente. Credo che questa gente ci sia in ogni tipo di lavoro, così come nella vita di ogni giorno, ma alla fine sei tu che devi decidere se essere una persona che si fida degli altri oppure una che esita. In entrambi i casi è un rischio: se vivo la mia vita come una persona diffidente e cinica, queste saranno le cose che attirerò verso di me. Preferisco piuttosto essere aperta, onesta e chiara e aspettarmi lo stesso dagli altri.

 

In Trance esce nelle sale italiane il 29 Agosto.

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